domenica 1 marzo 2009

I SEGRETI DEGLI ALTRI



La cassetta della posta era attaccata fin dal tempo dei tempi allo steccato della vecchia villa. Alcuni rami e foglie la coprivano parzialmente , quasi accarezzandola. La cassetta sentiva il peso degli anni, l'umidità della pioggia, il soffio freddo e fastidioso del vento in inverno e quello lieve e rinfrescante d'estate.
Era amica degli uccellini che si posavano su di lei facendole il solletico e ammirava le farfalle colorate che la lambivano con le ali sottili come garze.
La villa dove viveva, si fa per dire, era antica e lei conosceva i suoi proprietari fin dalla loro nascita. Conosceva anche le storie della loro vita , i loro segreti, le gioie ed i loro tormenti.
Era una cassetta della posta un po' pettegola e leggeva tutte le lettere che arrivavano numerose nelle buste bianche ed a volte colorate. Adesso doveva risolvere una vecchia faccenda causata da una lettera che, purtroppo, da tanto tempo, si era incastrata, all'insaputa del proprietario in una sua fessura. Ma andiamo per gradi.
Angelina, la proprietaria della villa , era una signora di mezza età. Aveva a suo tempo dipinto dei bellissimi quadri, tanto da esporli a Parigi in una mostra. Un quadro, in modo particolare, racchiudeva tutta la sua vita, ogni colore ne rappresentava una tappa. Quel quadro sparì, così all'improvviso, causandole un forte dispiacere. Non fu più ritrovato. Angelina per tanto tempo lo cercò, ma dopo, suo malgrado, si rassegnò. Da allora non dipinse mai più. Tutte le lettere di ricerca partirono e tutte le risposte negative arrivarono, tranne una, perchè si fermò nella cassetta della posta.
Il quadro di Angelina era stato ritrovato da un bambino in un vecchio deposito di scartoffie. I suoi colori erano così intensi e luminosi che il bimbo si sentì immediatamente attratto dal quel quadro. Nonostante la polvere, ed i cupi oggetti che lo attorniavano, riuscì a prenderlo. II piccolo chiese al padre di acquistarlo e lo appese nella sua cameretta. I colori lo rendevano felice e per tale motivo non si stancava mai di osservarlo. Un giorno notò anche la firma di Angelina ed incuriosito ritornò dal rigattiere, per capire come mai il quadro fosse finito nel negozio. Scoprì che il quadro, destinato ad una mostra, era finito per errore , o forse rubato, dal rigattiere. Il piccolo parlò con il padre e finalmente riuscì a scoprire, dopo lunghe ricerche, dove viveva Angelina. La lettera del ritrovamento del quadro venne spedita ma si fermò in una fessura della cassetta della posta.
Quest'ultima cercò in tutti i modi di disincastrarla ma non ci riuscì. Un giorno una piccola farfalla entrò dentro la buca per ripararsi dal vento e con le sue ali riuscì a tirar fuori la lettera dalla fessura. Era fatta!
Angelina una mattina aprì la cassetta e trovò la lettera. Era un pò ingiallita e con una data alquanto vecchia. L'aprì , la lesse e subito dopo partì per riprendersi il suo quadro. Conobbe il bimbo che, per tutto quel tempo, aveva preservato la sua opera e lo ringraziò insegnandogli l'arte dei colori.
Il quadro ritornò nella villa e con lui l'allegria di Angelina. La cassetta della posta, unica artefice del ritrovamento del quadro, riprese la sua vita pettegola ed a volte sonnacchiosa.

Adima Gabriela

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